La razza Marchigiana di Bovinmarche conquista la GDO di Roma

Successo per la carne IGP delle Marche inserita tra i banchi della GDO. L’innovativo skin pack fa breccia nelle shopper capitoline

Ancona, 7 agosto 2019 – Bovinmarche, Associazione di Produttori della Filiera Agroalimentare Carni della Marca sbarca nella GDO romana, e lo fa in grande stile. Da un paio di settimane i banchi di carne fresca bovina della Capitale accolgono, per la prima volta, la carne di razza Marchigiana IGP “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” distribuita da Bovinmarche nell’accattivante “skin pack”.

“Siamo entusiasti – dice Paolo Laudisio, direttore Bovinmarche – dell’ottimo risultato ottenuto tra i consumatori romani. Iniziata qualche giorno fa come test, la fornitura alla grande distribuzione organizzata di Roma, sta diventando in pochi giorni una realtà stabile: i 6 quintali di bovino di Marchigiana consegnati sono stati subito recepiti come prodotto di qualità certificata”.

La carne di bovino marchigiano è disponibile nei catene del gruppo di distribuzione Gros della città di Roma e provincia in confezioni pronte per i consumatori di tartare, tagliate, bistecche, e altri tagli pregiati di bovino. “Abbiamo cercato di sottolineare tutto il buono del nostro prodotto: il valore aggiunto della nostra carne, più magra rispetto le altre razze, allevata nelle colline delle Marche da piccole aziende (media stalla di 24 capi), tracciabile e garantita da certificazioni prestigiose come QM – Qualità garantita dalle Marche, IGP, CrenBa (benessere animale) a cui si aggiungono una alimentazione Antibiotic Free, e NO OGM” aggiunge Laudisio.

Un messaggio che l’associazione ha voluto rimarcare attraverso l’immagine del brand, la sagoma di un capo riempita dal territorio in cui vive, le colline marchigiane, e tramite l’utilizzo di un particolare tipo di packaging: “Lo skin è oggi un trend consolidato nell’industria della carne fresca. Il suo più grande vantaggio è che i prodotti, confezionati senza utilizzo di aria, hanno una shelf life molto più lunga – circa 10 giorni in più – rispetto a quelli trattati con le tradizionali tecnologie di confezionamento”.

Ulteriore valore è l’aspetto del prodotto. Con questo metodo la pellicola alimentare viene fatta aderire attorno alla carne come una seconda pelle (“skin” appunto) sottovuoto e chiusa ermeticamente. La carne non rilascia quindi acqua durante il ciclo di vita sullo scaffale, e mantiene tutte le sue caratteristiche.

Si rinsalda dunque il valore del prodotto proposto dagli allevatori marchigiani che, a partire dal 2000, grazie a Coop Alleanza 3.0, era approdata nella GDO. Un passaggio fortemente voluto dal direttivo Bovinmarche che può plaudire la scelta dell’epoca diventata oggi struttura portante del brand, con i suoi 2,5 milioni di euro di fatturato seguita a ruota dalle entrate rappresentate dal canale DO che ha presentato, nel 2018, un aumento del 63% arrivando agli attuali quasi 800mila euro.

Bovinmarche è presente nel Lazio, in particolare a Roma, tramite la fornitura di carne per il settore della ristorazione collettiva.

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