Ti è mai capitato di guardare lo stendino e pensare che, a quel ritmo, la maglietta asciugherà direttamente domani? A me sì, soprattutto nei giorni umidi o in inverno, quando l’aria in casa sembra “ferma” e i panni prendono quel rischio di odore di chiuso che nessuno vuole. La buona notizia è che esiste un trucco semplicissimo, quasi banale, che però cambia davvero i tempi.
Il trucco che dimezza i tempi: l’asciugamano assorbente
Il punto non è “stendere meglio” e basta, il punto è togliere più acqua possibile prima di stendere. E qui entra in scena un comune asciugamano, meglio se grande e molto assorbente.
Ecco come fare:
- Stendi l’asciugamano su un piano (letto, tavolo, pavimento pulito).
- Appoggia il capo bagnato ben disteso sopra l’asciugamano.
- Arrotola asciugamano e capo insieme, come un salsicciotto compatto.
- Premi con un peso (una pila di libri, una pentola, una bacinella piena) per 30-60 minuti, fino a un’ora se il tessuto è spesso.
- Srotola e stendi normalmente: il capo sarà già molto meno umido e asciugherà in molto meno tempo.
Questo metodo funziona perché l’asciugamano “si beve” l’acqua residua che di solito resta intrappolata nelle fibre, anche dopo una buona centrifuga. Risultato, tempi di asciugatura ridotti e meno rischio di odori.
Prima ancora dello stendino: centrifuga e piccoli gesti che contano
Sembra scontato, ma spesso il rallentamento nasce già in lavatrice. Due dritte pratiche:
- Centrifuga più energica per cotone e capi resistenti, senza esagerare con i delicati.
- Non sovraccaricare con indumenti pesanti tutti insieme (asciugamani, felpe, jeans), perché trattengono più acqua e “sporcano” la resa di tutto il carico.
- Scuoti i capi appena finito il lavaggio, uno a uno, per separare le fibre e ridurre l’umidità superficiale.
Sono secondi, ma fanno davvero la differenza.
Stendere con metodo (e non a caso)
Lo stendino è come il traffico, se lo intasi, non si muove più nulla. Per accelerare:
- Lascia spazio tra un capo e l’altro, anche solo un paio di dita.
- Alterna capi lunghi e corti, così l’aria circola invece di fermarsi in “muri” di tessuto.
- Jeans e maglioni: stendili dagli orli, favorisci il deflusso dell’acqua verso il basso.
- Rivolta a metà asciugatura, soprattutto per felpe, tute e capi più spessi.
Se puoi, stendi al mattino: sfruttare l’intera giornata vale più di qualsiasi trucco last minute.
Ridurre l’umidità della stanza (il segreto anti “odore di chiuso”)
Quando l’aria è umida, anche il miglior stendino fatica. Un rimedio economico è usare sale grosso come assorbitore.
Prova così:
- Metti circa 1 kg di sale grosso in un colapasta.
- Appoggialo su un secchio o una bacinella, nella stanza dove asciughi.
- Lascia che il sale richiami l’umidità per osmosi.
Non è magia, è fisica domestica, e spesso aiuta davvero a “sbloccare” l’asciugatura.
Muovere l’aria: ventilatore, finestra, termosifone (con buon senso)
L’aria ferma è il nemico numero uno. Se hai un ventilatore, usalo così:
- Puntato verso lo stendino, ma non attaccato ai tessuti.
- Se c’è un termosifone acceso nelle vicinanze, ancora meglio, perché aria tiepida e movimento accelerano l’evaporazione.
- Alcuni capi su grucce vicino a una finestra prendono luce indiretta e aria più “viva”, basta spostarli durante il giorno.
Emergenze: un solo capo da asciugare subito
Se ti serve “quella camicia” e basta:
- Metodo sandwich: capo tra due asciugamani, peso sopra per circa un’ora.
- Phon o ferro da stiro, solo per pochi capi, a 15-20 cm, meglio aria fredda sui delicati (seta, lana).
- Piccolo trucco creativo, se sei pratico: una bottiglia forata per convogliare l’aria di phon o ventilatore e aumentare il flusso.
La combinazione vincente
Se vuoi un risultato affidabile, soprattutto in inverno, pensa a una sequenza semplice: centrifuga buona + trucco dell’asciugamano + stendino arioso + aria in movimento. È il mix che, nella pratica di casa, fa davvero la differenza tra “asciuga stasera” e “asciuga domani”.

