Segni zodiacali più sfortunati: la classifica completa e chi è al primo posto

C’è un momento, mentre leggi un oroscopo o parli con un amico, in cui ti chiedi se la “sfortuna” sia davvero una serie di eventi, oppure un filtro con cui guardiamo il mondo. Ecco perché le classifiche dei segni zodiacali più sfortunati incuriosiscono tanto, perché non parlano solo di stelle, parlano di noi, di come reagiamo agli ostacoli, di cosa ricordiamo a fine giornata.

Prima di tutto, cosa significa “sfortuna” in astrologia?

Nel linguaggio dell’astrologia, la sfortuna raramente è un fulmine casuale. Più spesso è una combinazione di:

  • sensibilità emotiva (quella che fa pesare tutto di più),
  • tendenze psicologiche (perfezionismo, diffidenza, fatalismo),
  • e, nelle letture più classiche, influenze planetarie percepite come “ostacolanti” (soprattutto Saturno).

In pratica, due persone possono vivere la stessa settimana, una la chiamerà “periodo duro”, l’altra “sfiga nera”. E spesso il segno racconta proprio questa differenza.

La classifica completa (aggregata dalle fonti più ricorrenti)

Le posizioni variano leggermente, ma alcuni nomi tornano con insistenza. E sì, qui la domanda trova risposta: chi è al primo posto c’è, ed è piuttosto coerente tra le classifiche.

  1. Vergine
  2. Pesci
  3. Capricorno
  4. Cancro
  5. Sagittario
  6. Bilancia
  7. Scorpione
  8. Gemelli

1° posto, Vergine: la sfortuna che nasce dall’archivio mentale

La Vergine è spesso indicata come il segno più sfortunato non perché “capitino più guai”, ma perché tende a viverli come prova che il mondo non funzioni come dovrebbe. È un segno che nota i dettagli, e i dettagli includono ciò che non è andato.

Chi è Vergine, di solito:

  • ricorda i fallimenti più dei successi,
  • trasforma l’imprevisto in un “avevo ragione a preoccuparmi”,
  • può sentirsi appesantito in certi periodi dell’anno (alcune letture citano un clima più rigido dopo settembre, con transiti percepiti come poco generosi).

La “sfortuna”, qui, assomiglia a una cartella piena di screenshot mentali di tutto ciò che poteva andare meglio.

2° posto, Pesci: quando l’emozione amplifica ogni ostacolo

I Pesci sono il classico segno che soffre prima ancora che accada qualcosa, e a volte soffre anche dopo, ripensandoci. La loro sfortuna, nelle classifiche, è spesso collegata a:

  • fatalismo (“tanto va sempre così”),
  • ipersensibilità che rende pesanti anche i piccoli rifiuti,
  • tendenza al vittimismo (non sempre evidente, spesso interiorizzato).

La parte interessante è che la stessa sensibilità può diventare un superpotere. Se un Pesci impara a canalizzare l’emotività, la “sfortuna” si trasforma in intuizione, creatività, empatia che apre porte.

3° posto, Capricorno: la montagna che sembra non finire mai

Il Capricorno viene spesso descritto come quello che deve meritarsi tutto, sempre. Nelle classifiche è associato a Saturno, simbolo di disciplina, ma anche di prove.

La sensazione tipica è:

  • fatica costante sull’autostima,
  • obiettivi alti, tempi lunghi,
  • ostacoli che sembrano “struttura”, non eccezioni.

La sfortuna del Capricorno non è esplosiva, è lenta, è quella voce che dice: “Ok, ma adesso c’è la parte difficile”.

Gli altri segni spesso citati (e perché)

Alcuni segni rientrano spesso tra i più “colpiti”, soprattutto per dinamiche emotive e relazionali:

  • Cancro: delusioni affettive, carichi familiari, la sensazione che gli sforzi non siano ripagati.
  • Sagittario: calo di slancio, periodi in cui l’ottimismo sembra meno accessibile del solito.
  • Bilancia: assorbe tensioni e ingiustizie, paga il prezzo della mediazione continua.
  • Scorpione: introspezione forzata, sospettosità, accumulo di pensieri che pesano.
  • Gemelli: confusione mentale, attriti, giornate in cui le parole non “incastrano” bene.

E nel 2026? Un’ombra diversa, più legata allo stress

Alcune previsioni per il 2026 spostano il focus: più che “sfortuna”, parlano di pressione. In certe letture emergono Ariete, Cancro e Scorpione come segni più esposti a stress lavorativo, relazioni tese e momenti di revisione interiore.

E qui arriva la conclusione più utile: la sfortuna, spesso, è una lente. Se la riconosci, puoi cambiarla. La classifica dice chi tende a sentirla di più, non chi è condannato a viverla per sempre.

Redazione Marche Notizie

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